Stranieri si diventa

Reportage

«Molti credono che il Signore disperse le lingue degli uomini per punirli, ma è l’esatto contrario. Egli vide che l’uniformità li rendeva superbi, dediti a imprese tanto eccessive quanto inutili. Allora si rese conto che l’umanità aveva bisogno di un correttivo e ci fece dono delle differenze.
Cosí i muratori, di costumi e fedi diversi, devono trovare un modus vivendi che consenta di portare a termine l’edificio».
Da “Altai di Wu Ming

Il progetto si propone di raccontare i migranti che abitano nel Pinerolese – dalle periferie della metropoli capoluogo ai territori in provincia di Cuneo, come Barge e Bagnolo, per salire lungo le valli fino alla Francia – attraverso un documentario video, ritratti fotografici e interviste. L’idea, realizzata dalla videomaker Silvia Formia e dalla fotografa Anna Lami, con la partecipazione di Alessandro Geda, Marco “Marquito” Buscemi e Khalid Boujir, ha origine da una riflessione che l’associazione culturale “Pensieri in piazza” porta avanti da alcuni anni sul territorio e sulla sua trasformazione: un territorio difficile da abitare e da vivere perché frammentato, a volte conflittuale, ma sempre sentito, da chi ci è nato o da chi ha deciso di fermarsi, come ospitale e accogliente.
In un’epoca di rinnovato razzismo, gli stranieri sono visti come una risorsa, come l’“altro” che ci interroga su cosa siamo diventati. E allora è interessante chiedersi come avviene il percorso di “integrazione”, su quali fattori si misura: sulla lingua, sul cibo, sulla scuola, sul riconoscimento reciproco, sul lavoro, sulle storie individuali?
Il viaggio inizia in una stalla: dove un tempo gli anziani si riunivano per la veglia, oggi è un indiano a mungere le mucche. Si prosegue con i cinesi scalpellini della pietra di Luserna, che continuano a vivere in una ‘comunità separata’, per arrivare a Driss, macellaio, che su facebook parla in arabo con gli amici e posta canzoni rap delle banlieues parigine…