
C’è la meraviglia che suscita il fotogramma che svela tutto: la testolina, le lunghe ali, i colori, il numero dei sassi sul fondale e poi c’è la bellezza dell’immagine che suggerisce, ma non svela, che fa riecheggiare ma non dice, che custodisce e ti chiama in gioco rievocando un opacità originaria.






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