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Cercare di guardare il mondo attraverso gli occhi degli animali che abbiamo accanto, potrebbe essere un esercizio di crescita e conoscenza non di poco conto. Potremmo scoprire cartografie sconosciute, nelle quali perderci tracciando coordinate che seguono piccole variazioni, quelle che hanno a che fare con il il respiro, il filo d’erba, il rumore dell’acqua, il verde del prato, l’odore del pino, la puntura del tafano, insomma con il minuto, la forma che diventa sostanza. Senza lasciar indietro il pensiero però, perché non siamo come i cani e non siamo capaci di non pensare, per cui facciamo un po’ di filosofia del sottile, magari in grado di far incontrar il paradigma occidentale con il modello di pensiero orientale, che come dice il filosofo François Jullien, potrebbe accadere che…: «Un mattino, quando il giorno non è ancora cominciato né ha dispiegato il suo corso fatale, un dubbio si insinua in noi: la vita potrebbe essere tutt’altra rispetto a quella che stiamo vivendo. Dubbio tanto insidioso quanto vertiginoso, forse il più antico del mondo, sorto con il mondo stesso: la vita che viviamo potrebbe non essere davvero la vita. Potremmo non avere nemmeno cominciato a esplorarla. Potremmo non avere neppure iniziato a vivere veramente».
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